Diamante Vacanze

venerdì 29 gennaio 2010

Guardia Piemontese


Caratteristico borgo medioevale, Guardia Piemontese è conosciuta soprattutto come stazione termale. Le Terme Luigiane, ben organizzate e molto frequentate, sono classificate al massimo livello qualitativo ed offrono un trattamento completo e idoneo per una vasta gamma di indicazioni terapeutiche. Il centro storico ricorda con molti monumenti la strage dei valdesi avvenuta nel 1560, infatti a ricordo di ciò qui si incontra la "Porta del Sangue". Inoltre questo è un importante snodo stradale, perché dalla marina allacciata alla SS 18 , si stacca la superstrada delle Terme, così denominata perché si dirige verso le Terme di Spezzano Albanese e le Terme di Cassano, per giungere fino al mar Ionio.

Da vedere:E' inevitabile, giungendo a Guardia Piemontese, soffermarsi davanti alla Porta del Sangue il cui nome è legato indissolubilmente alla strage dei Valdesi il cui innocente sangue si riversò dal Castello fino alla porta stessa e da lì verso il mare. Ma tutta la parte centrale dell'abitato è di grande interesse storico e architettonico. La chiesa Domenicana conserva l'antico coro ligneo del XVI-XVII sec. Notevoli le iniziative a supporto del recupero della storia e della tradizione: in quest'ottica sono da visitare il Centro di Cultura "Giovan Luigi Pascale" e il Museo della Civiltà Contadina. Il belvedere di Guardia, il punto più alto è quello dell'antica Torre, è uno dei più incredibili di tutta la Calabria: nelle giornate di buona visibilità si riesce a dominare tutta la costa che va da Capo Vaticano a Capo Palinuro. Guardia Piemontese è punto di partenza di ottimi itinerari naturalistici anche di facile percorribilità.
Eventi:Il patrono di Guardia è S. Andrea Apostolo che viene festeggiato il 30 novembre. A settembre si tiene il Festival del documentario sulle minoranze, la cui prima edizione si è svolta nel 1999. La gastronomia è piuttosto ricca e, per ciò che concerne i dolci, spiccano le "pittule" e le "crocette" preparate in concomitanza con il Natale.

giovedì 28 gennaio 2010

Paola


Città che ha dato i natali al Santo Patrono della Calabria "SAN FRANCESCO DI PAOLA", e insieme meta religiosa, culturale e turistica.Al santuario si possono ammirare i luoghi legati alla vita del Santo, molto ben conservati e oggetto di culto e di pellegrinaggio dei fedeli come la Cappella, il Chiostro e la biblioteca all'annesso Monastero. Paola è anche un importante snodo ferroviario, con tutti i treni a lunga percorrenza per tutte le direzioni. Grande importanza anche dal punto di vista viario, con la superstrada Silana-Crotonese, infatti è possibile giungere agevolmente alla città capoluogo Cosenza in trenta minuti e proseguire per l'altopiano della Sila in un'ora per arrivare fino a Crotone sul mar Ionio dopo poco meno di due ore in un alternarsi di scenari paesaggistici e naturalistici assolutamente unici.
Da vedere:Il Santuario di S. Francesco è senza dubbio il monumento più significativo di Paola. Il Santuario risale al 1595 ed ospita le reliquie del Santo. Nel centro storico ci sono poi interessanti chiese: la chiesa della Madonna di Montevergine; la chiesa del Rosario; la chiesa Matrice; la chiesa di S. Franceschiello che ha un bel portale in arenaria; la chiesa di S. Caterina con un portale del 1493 e infine la casa natale del Santo, in piazza XXIV Maggio, ora trasformata in chiesa. Degni di nota i ruderi del castello aragonese con una torre cilindrica e una torre costiera del secolo XVI. Straordinariamente importante per la comprensione della pittura bizantina in Calabria, la chiesa di Sotterra in contrada Gaudimare ai confini con Fuscaldo. L'impianto, venuto alla luce nel 1876, è stato studiato con attenzione dall'archeologo paolo Orsi negli anni '20. All'interno dell'ipogeo tre cieli di pitture di cui alcune risalgono al X secolo.Si consiglia il "giro dei miracoli", itinerario che tocca i luoghi in cui compì eventi prodigiosi. Di estremo interesse tutto il centro storico di Paola. Vi si accede per la porta detta di S. Francesco. Attraversata la porta c'è la piazza del popolo con al centro la bella fontana in pietra arenaria che risale al 1600.
Eventi:La festa patronale è, ovviamente, il 2 aprile e tra le manifestazioni più importante c'è la processione a mare. In agosto hanno luogo manifestazioni culturali e gare sportive.


mercoledì 27 gennaio 2010

Santa Maria del cedro


S. Maria del Cedro si trova fra Scalea e Cirella. Il centro storico è ubicato alla fine della vallata verde di cedriere ed uliveti, ad un'altura di appena 116 mt s.l.m. e a 2 Km dalla litoranea. Lungo la costa invece si sta sviluppando la zona marina.Il Paese è famoso, e lo si deduce anche dal nome, per le coltivazioni di cedro, che qui sono abbondanti e con frutti raffinati. Questa particolare caratteristica è favorita dal clima umido e mite della zona e dalla favorevole posizione geografica che consentono la maturazione del frutto, sono pochi infatti i posti al mondo dove si produce questo agrume. La non elevata altitudine sul livello del mare e il clima mite e salubre fanno di Santa Maria del Cedro uno dei centri più graditi dai turisti. Il paese è graziosamente inserito alla finedi una vallata verde di cedriere e uliveti, da cui si diffonde un profumo intenso e inimitabile.
Da vedere:Le sue origini risalgono alla metà del XVII secolo, grazie all’abbandono forzato del paese di Abatemarco in seguito alla distruzione dall’omonimo fiume. A Marcellina frazione di Santa Maria del Cedro, si possono ammirare i resti della vecchia subcolonia della magna grecia di nome Laos. La ricerca archeologica ha portato alla luce un impianto urbano di origine greca dai notevoli spazi. Altri edifici di interesse sono i ruderi del Castello dell'Abatemarco, in prossimità dell'omonimo fiume, sulla strada che conduce a Marcellina e a Verbicaro, il Carcere dell'Impresa, costruzione del '500, dove la vegetazione è rigogliosa e vivono ancora specie protette di fauna e flora ed in cui abitò tra gli altri agli inizi del sec. XIX il grande matematico Giovanni Langillotta e la torre di difesa bizantina (altre torri difensive della stessa epoca nell'agro comunale sono la torre Longa e quella di Nucito).
Eventi:Sagra del cedro: si svolge nel mese di agosto nel centro storico, con degustazione di prodotti a base di cedro realizzati dalle aziende artigiane locali.Festa “S. Michele” il Santo Patrono, si festeggia il 29 settembre.Festa del “perciavut” tradizionale festa del vino novello. In tutti i bar e locali della zona si trovano gelati e granite di cedro. Immancabili, in ogni casa, liquori e infusi di cedro.



venerdì 22 gennaio 2010

San Nicola Arcella


Arroccato su un promontorio inaccessibile dal mare, si estende su un superficie di 11 Kmq, abitata da 1375 persone. Prende il nome da San Nicola da Tolentino. Sorge in una pittoresca posizione sull'orlo di uno strapiombo sul mare, in basso, al mare, si apre nella roccia una stupenda spiaggia con un suggestivo porto naturale, lungo la bella e frastagliata costa c'è la grotta marina dell'Arco Magno alla quale si accede attraverso una fenditura della roccia che forma un grande arco. Sia il centro storico che la parte nuova si trovano lungo la costa.
Da vedere:La spiaggia si sviluppa lungo tutto l'arco del golfo, fiancheggiata da grotte. Alle pendici del Pizzo Canal Grande, su cui si erge il centro urbano, si apre la spiaggia riparata da alcune formazioni rocciose verso est, si snoda mo' di anfiteatro la spiaggia della "marinella" e l'insenatura del porticciolo naturale chiusa dal promontorio sul quale si erge una cinquecentesca Torre Saracena. Nella spiagetta ai piedi di questo promontorio si può ammirare una sorgente subacquea di acqua dolce detta "u vuddritu". L'immancabile escursione in barca porterà alla grotta dell'Arco Magno composta da un arco naturale sul mare aperto. Essa introduce verso Nord alla grotta di Enea dove passando il traforo nella roccia giungiamo alla Grotta del Prete. Dal punto di vista storico invece gli edifici di maggiore interesse sono la Chiesa di San Nicola da Tolentino, sorta come piccola cappella della Visitazione della Beata Vergine Maria, nel XVI sec., fu agli inizi del '900 dedicata al Santo Marchigiano, Palazzo del Principe XVIII sec. e le torri di avvistamento costiere.
Eventi:La festa di San Nicola da Tolentino, santo patrono, festeggiata il 9 settembre con annessa fiera.Manifestazioni musicali durante il periodo estivo.


Scalea


Scalea è uno dei paesi più antichi dell'alto Tirreno Cosentino situato a 109 Km del capoluogo Cosenza , a 25 m. sulla costa tirrenica, alla destra della foce del fiume Lao conta circa 10000 abitanti. E' il tipico borgo medioevale costiero predisposto per la difesa dalle incursioni. Cittadina moderna situata proprio sul Tirreno e attraversata dalla SS 18, Scalea è un centro turistico molto frequentato e sul suo territorio sono presenti molte strutture ricettive che soddisfano tutte le richieste dei turisti. Ottimo centro per la pesca subacquea e per la pratica di tutti gli sport marini e nautici.La parte vecchia si stende a gradinata sul promontorio, muovendosi in un intrigo di suggestive viuzze con scale e passaggi stretti si giunge alla sommità dell'abitato dove si trovano i ruderi del castello normanno.
Da vedere:Oltre l’innumerevole numero di grotte marine la cittadina è dotata di lunghe spiagge che costituiscono la grande attrattiva del turismo estivo.Tra le risorse storiche: Palazzo dei Principi dimora del principe di Scalea Francesco Spinelli, numerosi ruderi di ville romane di epoca imperiale, il Castello normanno, costruito sui resti di una rocca longobarda, fu ingrandito da Ruggiero d'Altavilla, la Torre di Giuda, la Torre Talao di cui le grotte furono abitate dagli uomini della preistoria 40.000 anni fa, Torre Cimalonga o torre di Guardia aragonese fu costruita nel XV sec, per migliorare il sistema difensivo del paese.
Eventi:Premio letterario europeo “Città di Scalea” , Motoraduno Internazionale “Città di Scalea, “Tornei internazionali di calcio Riviera dei Cedri”, Festa “U Pann i Santa Lucia”, Festa “Madonna del Carmine”, Festa “Madonna del Lauro”, Festival nazionale della fisarmonica, Mercatino delle pulci, settimana dell’artigianato artistico.


giovedì 21 gennaio 2010

Rafting

Il Rafting è la specialità sportiva che prevede la discesa di un fiume a bordo di gommoni senza motori, seguendo la corrente del corso d'acqua e orientando l'imbarcazione a colpi di pagaia. Ed è proprio un'esperienza di rafting che vogliamo proporre in questa escursione che certo diventerà indimenticabile. Si tratta di una "gita" che possono affrontare tutti almeno nella versione proposta dalla "Lao river club" che è un'associazione specializzata di rafting, una delle poche che esistono in tutta l'Italia meridionale. La partenza è di mattina presto ma non prestissimo. A bordo di una gip si arriva a Papasidero e da qui con i gommoni giù a valle per dodici chilometri sul fiume Lao, in uno scenario naturale di incomparabile bellezza con soste su spiagette e anse meravigliose con la possibilità anche di fare il bagno nel fiume che è il più pulito in Italia.
A fare da guida ci sono giovani espertissimi ma tutti gli escursionisti partecipano attivamente all'avventura dopo aver ricevuto prima della partenza tutte le indispensabili istruzioni. Il Lao, che è uno dei pochi fiumi navigabili tutto l'anno, è da qualche anno meta degli appassionati della canoa e dello sport fluviale. Chi, nonostante tutto, non avesse abbastanza coraggio potrà andare in auto fino a Papasidero e ammirare dalla strada qualche tratto del fiume.

Immersioni


Il tratto di mare che va da S.Nicola Arcella fino a Diamante è di grande interesse subacqueo. Il pescatore o il fotografo potrà trovare in questo tratto cose veramente interessanti. Gli unici consigli preliminari, oltre a quelli di tipo generali che tutti conoscono, sono che bisogna preferire Giugno, Luglio e Settembre. Immergersi ad Agosto, infatti, nel periodo di maggiore affollamento turistico potrebbe essere rischioso, salvo che non si sia attrezzati per le immersioni notturne che sono senz'altro da preferirsi.Dalla torre costiera di San Nicola Arcella a Capo Scalea, la parete esterna a picco continua su fondali che superano i 30 m prima di incontrare la base sabbiosa.
Tra la baia del Carpino e il comune di Scalea c'è un fondale ricco di grotte fenditure, canali, cornicioni, franate di massi. La piana alluvionale del fiume Lao e la sua spiaggia sabbiosa, ci separano per un tratto di 10 km dall'ultimo evidente tratto roccioso della riviera dei cedri: l'isola di Cirella e il tratto di mare antistante l'abitato di Diamante. Più interessante è il tratto costiero che va da Diamante agli scogli emersi di Santa Letterata. Al largo si estende una secca il cui fronte meridionale accidentato scende più o meno rapidamente fino a 20 m. Vi si possono ancora incontrare corvine , saraghi maggiori, qualche cerniotta.

martedì 19 gennaio 2010

Carnevale a Diamante

Carnevale
Nel mese di febbraio. Nel periodo di carnevale è organizzata una vera e propria sfilata, per le vie del paese, di carri allegorici accompagnati da sbandieratori e majorette.
Vengono anche organizzate le sagre della salsiccia, dei broccoletti e delle patatine. L'ultimo giorno di Carnevale, infine, viene bruciato un pupazzo che simboleggia "Re Carnevale".

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Festa del Mare

La terza domenica di maggio. Organizzata dai pescatori del luogo, è la festa più sentita.
Dopo la messa nella chiesa dell'Immacolata Concezione si svolge una suggestiva processione. La statua della Vergine, caricata su un peschereccio, percorre via mare il tragitto che va da Diamante a Cirella seguita dalle barche con la banda e con i fedeli.
Una volta a riva il parroco pronuncia una omelia solenne al termine della quale vengono fatti esplodere i fuochi d'artificio. La statua, quindi, viene riportata in chiesa. In serata, sul lungomare, è allestita una fiera generica.
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Festa del Cedro



Nel mese di luglio. In occasione di questa festa, lungo le strade del centro storico, vengono allestititi stands di prodotti tipici a base di cedro.
Il momento della degustazione è allietato da concerti musicali e spettacoli di cabaret. Ogni anno l'Accademia Nazionale del Cedro organizza un convegno a tema


Incoronazione dell'Immacolata


Si svolge il 12 Agosto


Festa della Madonna dei Fiori




14 agosto a Cirella, con cocomerata serale sulla spiaggia.

Peperoncino Festival


Il marchio distintivo di Diamante è senza dubbio collegabile alla tradizione del peperoncino, che viene celebrato con uno speciale Festival Nazionale che si svolge nella prima settimana del mese di settembre e raccoglie i principali produttori della zona.
Stand, degustazioni e speciali ricette accompagnano curiosi e addetti ai lavori; non a caso proprio nella “città dei murales” ha sede la speciale Accademia Nazionale del Peperoncino. Negozi, bar, esercizi commerciali e l’intero paese si uniscono nel festeggiare con speciali addobbi e gadget il prodotto tipico locale per eccellenza, che domina la scena in un vero e proprio teatro improvvisato per le vie del centro, con il seguito di postazioni gastronomiche ricche di tutte le prelibatezze piccanti, a base di peperoncino.
Spettacoli, danze, musica (come l’evento collaterale Peperoncino Jazz Festival) si uniscono in un corollario di suoni, calori e atmosfere, nelle calde notti calabre. Tutto si svolge all’aperto: degustazioni di specialità piccanti, piatti della tradizione e le ultime “novità infuocate”.
Oltre ai “laboratori del gusto”, a mostre di pittura e fotografia, vi è anche un Festival del cinema “piccante”, convegni medici, cabaret, gare, tornei e spettacoli teatrali.

Chiesa di Santa Maria dei Fiori




Nella frazione Cirella. Originariamente era una cappella bizantina (V°-VI° secolo a. C.) ricostruita e ampliata nel Medioevo.
Costruita a partire dal 1645, per volere del principe Carafa, dallo stesso nobiluomo la chiesa ricevette in dono la pregevole statua dell'Immacolata Concezione, opera risalente allo scorcio del XVII secolo. Numerosi i dipinti e le statue lignee del 1600 che si possono ammirare all'interno della chiesa.
La prima è un busto di ispirazione bizantina. La seconda, affianco all'altare maggiore, presenta una peculiarità: la Madonna sostiene il Bambino con il braccio sinistro e non con quello destro come è di norma in tutte le rappresentazioni lignee.


Chiesa dell'Immacolata Concezione

Sorge nel punto più alto di Diamante, e il suo campanile domina svettante l'intero centro abitato.
Costruita a partire dal 1645, per volere del principe Carafa, dallo stesso nobiluomo la chiesa ricevette in dono la pregevole statua dell'Immacolata Concezione, opera risalente allo scorcio del XVII secolo. Numerosi i dipinti e le statue lignee del 1600 che si possono ammirare all'interno della chiesa.

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Chiesa dell'Annunziata


La datazione della sua origine è incerta. Forse fu edificata contestualmente al nucleo abitato, le cui origini vengono fatte risalire al IX° secolo d.c.
Un apprezzo eseguito nel 1617 per il S.R.C. di Napoli ci rileva che ospitava una congregazione di uomini.


Chiesa di S. Nicola Magno


I resti dell'edificio, che un tempo era la chiesa madre di Cirella, si trovano nella zona antica del paese.
A una sola navata, presenta quattro cappelle nella parete di destra e quattro altari su quella di sinistra. Nella prima cappella si nota un'iscrizione con la data 1552, anno della prima invasione saracena in terra adamantina. All'interno, inoltre, si intravedono i resti di alcuni dipinti.

Teatro dei Ruderi

Il teatro, che ricalca lo stile di quello greco, è una costruzione recente, realizzata tra il 1994 e il 1997.
Incastonato tra il Monastero dei Minimi (lato monti) e i Ruderi della Cirella Medievale (lato mare) è un'opera architettonica di suggestiva bellezza.
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Diamante


Posta al centro della Riviera dei Cedri, Diamante è soprannominata la Perla del Tirreno. La posizione geografica, i suoi circa otto chilometri di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, nonché il mare cristallino ed i fondali sempre diversi, ne fanno una delle mete turistiche più belle della Calabria.
E' un centro di origini recenti, fondato nel 1638 come pertinenza dello stato di Belvedere, appartenne ai Carafa fino al 1806, attualmente conta una popolazione di 5084 residenti su una superficie di 11,79 kmq. Il comune di Diamante comprende anche Cirella che è assai nota per i ruderi della città vecchia distrutta da Annibale.

venerdì 15 gennaio 2010

I murales di Diamante il museo all'aperto del Tirreno cosentino

Da un'idea dell'artista Razzetti ad oggi si contano circa duecento dipinti
Passeggiando per i vicoli della cittadina di Diamante si ha la sensazione di visitare una galleria a cielo aperto.
Il piccolo borgo del Tirreno cosentino, che annovera 5mila anime di abitanti fino ad arrivare, nella stagione estiva, a 50mila presenze di turisti è considerato come “la città dei murales”. A impreziosire questa Perla del Tirreno come è stata definita dalla scrittrice Matilde Serao, infatti, ci sono i 150 dipinti realizzati lungo i muri di Diamante dal 1981, in seguito all'originale idea del pittore Nani Razzetti, per rivalutare il centro storico. Così, agli inizi degli anni Ottanta diversi scrittori, poeti, pittori provenienti da ogni parte del mondo, hanno portato la loro esperienza artistica nelle cittadina tirrenica dipingendo e lasciano versi sulle facciate delle case del centro storico.
Sono opere che parlano, comunque, di Diamante, delle sue peculiarità, del suo mare, del suo territorio che sorge su una scogliera di fronte cui si vede la suggestiva isola di Cirella (diventata Parco marino della Riviera dei cedri).
L'iniziativa artistica rappresenta il tratto distintivo di Diamante che porta ogni anno tanti curiosi e turisti a visitare la cittadina, la cui amministrazione, provvede costantemente far restaurare i dipinti mantenendoli inalterati nel tempo. Inoltre, nel corso del tempo, i muri di Diamante si arricchiscono di nuove opere realizzate da artisti.
Questa cittadina della Riviera dei cedri, conosciuta anche per il suo peperoncino cui nel mese di settembre è dedicato un Festival che porta Diamante al centro dell'attenzione nazionale, rappresenta dunque uno dei più prestigiosi musei all'aperto del nostro paese.
Come dire una perla per il turismo calabrese.
Angela Mendicino