Diamante Vacanze

venerdì 23 aprile 2010

Comune di Diamante

Comune di Diamante

Comune di Diamante Cirella (Cosenza) Calabria
Indirizzo :
Via Pietro Mancini, 3
Tel. 0985 81398 - Fax 0985 81021
  • Abitanti : 5091 (fonte istat 2001)
  • Nome abitanti : diamantesi o adamantini
  • Stato: Italia
  • Regione: Calabria
  • Provincia: Cosenza
  • Coordinate: Latitudine: 39° 41' 0'' N
  • Longitudine: 15° 49' 0'' E [1]
  • Altitudine: 22 m s.l.m.
  • Superficie: 11 km²
  • Densità: 462 ab./km²
  • Frazioni: Cirella
  • Comuni contigui: Belvedere Marittimo, Buonvicino, Grisolia, Maierà
  • Cap: 87023
  • Pref. tel: 0985
  • Codice ISTAT: 078048
  • Codice catasto: D289
Amministrazione comunale
  • Sindaco : Ernesto Magorno
  • Lavori pubblici, viabilità, traffico, progetto strategico "golfo amico" : Benvenuto Pierluigi
  • Turismo e spettacolo : Maiolino Franco
  • Pubblica istruzione, cultura, politiche sociali, politiche territoriali : Maulicino battista
  • Contabile finanziaria, contenzioso : Trifilio Michele
  • Polizia municipale, Personale, relazioni con il pubblico : Suriano Francesco
  • Presidente del consiglio : Angelo Sticozzi
Le opposizioni
  • Il risveglio : Fabio Cavalcanti, Francesco Liserre
  • Insieme per rinascere : Paolo De Luna, Giuseppe Savarese, Giuseppe Pascale
Consiglieri con delega
  • Ambiente, Porto, Agricoltura, caccia e pesca : Pino Perrone
  • Politiche giovanili, Sport, politiche lavoro :Mariano Casella
  • Demanio : Bernardo Riente
  • Politica delle zone rurali : Giuseppe Casella
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martedì 6 aprile 2010

Perla del tirreno come la definì Matilde Serao...


Un promontorio roccioso, incuneato in un mare aperto e sempre azzurro.
Nel retroterra si estendono colline verdi di vigne, di uliveti, di agrumi.
Comune in provincia di Cosenza che vive di pesca, di agricoltura, di commercio e soprattutto di turismo. Con circa 5.000 abitanti, dove nei mesi estivi supera le 50.000 presenze. Situata sulla costa della riviera dei cedri è anche conosciuta come la città dei murales, caratterizzata dai numerosissimi dipinti che si possono ammirare passeggiando per le strade interne del paese. Lambita dal mare e protetta dalle montagne, con i suoi otto km di costa, nonchè il mare cristallino ne fanno una delle principali mete turistiche della Calabria. Diamante possiede una delle due isole della Calabria, l'isola di Cirella, una piccola isola caratterizzata dalla flora selvaggia, divenuta ultimamente parco marino della rivierea dei cedri
A Diamante ha sede l'Accademia italiana del peperoncino, che organizza nel mese di Settembre il famosissimo Festival del Peperoncino, con rassegne di cinema, arte, cultura, satira, musica, folklore e gastronomia. Ottime le specialità locali a base di pesce, come ad esempio le pitticelle di rosamarina, deliziose frittelle a base di bianchetto, la rosamarina con il pepe, e le alici salate nei "ugnitti". Nei ristoranti locali si possono gustare tutti questi prodotti. Inoltre con il cedro: gelati, granite e liquore

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venerdì 2 aprile 2010

Cirella


CIRELLA E' UN PICCOLO PAESINO DELL'ALTO TIRRENO COSENTINO CHE SI TROVA A 27 METRI SUL LIVELLO DEL MARE. INTERESSATA DAL FENOMENO TURISTICO PER LA BELLEZZA DEL PAESAGGIO SIA MARINO CHE COLLINARE, LE AMPIE SPIAGGE, LA BELLA SCOGLIERA RICCA DI STORIA E DI ARCHEOLOGIA, IL CLIMA SEMPRE MITE ANCHE NELLA STAGIONE INVERNALE, LA POPOLAZIONE ACCOGLIENTE, CIRELLA E' LUOGO PRIVILEGIATO DI VILLEGGIATURA, ED E' PROPRIO PER QUESTO CHE NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO CRESCE PARECCHIO.

IL TERRITORIO DI CIRELLA E' STATO ABITATO DALL'UOMO SIN DAL PALEOLITICO SUPERIORE, COME SI EVINCE DAL MATERIALE LITICO ED OSSEO TROVATO DURANTE GLI SCAVI DEL 1934 NELLA GROTTA DELLO SCOGLIO DI SAN GIOVANNI.

CIRELLA SI INGRANDI' CON L'ARRIVO DEI ROMANI. UNO STORICO DELL'800 SCRIVEVA: "NEI TERRITORI DI CIRELLA FURONO TROVATE MONETE CONSOLARI, IMPERIALI E METAPONTINE. FUORI DELLA CITTA' SI AMMIRANO LE VESTIGIA DI TRE TEMPLI DEL PAGANESIMO E INTORNO A QUESTE RELIQUIE SI TROVANO INNUMEREVOLI TOMBE, COPERTE DA MATTONI NELLE QUALI SI CONSERVANO LUCERNE, MONETE E L'ISTRUMENTO DEL PROPRIO LAVORO".

Ignoriamo se vi sia stata soluzione di continuità tra i paleolitici delle grotte di S. Giovanni, a Cirella, ed i primi insediamenti in capanne dell’Eneolitico.
Vero è che Cirella, come entità proturbana, ha origini mitiche, di probabile mediazione corinzia. Ciò è accertato dai resti del tempio di Aristeo, difatti da una relazione Apollo – ninfa Carene era nato il dio agricoltore e pastore, che insegnò agli uomini l’arte dell’innesto, soprattutto su oleastro, l’uso del caglio nel latte, la costruzione dell’alveare. I primitivi ubicarono il culto di Apollo sulla sommità del Pollino, alla sorella Artemide consacrarono l’”Aretemisio” sulla destra del Rosa, ne poteva essere privato d’un santuario il figlio Aristeo, ed eccolo nell’omonima contrada “Arieste”, vicinissimo a quello della madre, la ninfa Carene.
E’ probabile, però, che il tempio della ninfa vada identificato con l’attuale chiesa della Madonna dei Fiori. Ciò si desume dal ritrovamento d’un mastodontico colonnato murato nei piedritti della stessa, da spezzoni di colonne posti all’estremità di un muro di sostegno a Sud dell’edificio, da un capitello a fogliame corinzio. Pare che ogni colonna terminasse con un capitello del genere. Il culto di Hera, dall’epiteto di Bunia, “Bounaia”, della collina, era giunto sulla costa a Nord di Cirella, sinistra dell’Abatemarco, dall’Arcocontino, tra l’VIII ed il VII secolo a.C.
In insenature, compresa la cirellesi, commerciarono i Fenici, per cui il culto di Carene potrebbe essere stato di mediazione africana. Menziona Cirella Diodoro siculo; Stradone la ubica non lontano da Laos; Silio Italico afferma che, con altre polis della costa, fu distrutta da annibale; Plinio il Vecchio vi “localizza il Parthenius, porto dei Focei (etnia, questa, che aveva partecipato alla guerra di Troia!); la Tabula Peutingeriana la pone all’ottavo miglio a Sud di Laos; Idrisi ne fa un punto di Riferimento per la navigazione araba nel Mediterraneo. Conobbe il Cristianesimo, si vuole durante la predicazione apostolica.
Vero è che Cirella nel 649 era diocesi ed il suo vescovo di nome Romano aderì al sinodo lateranense di Martino I.
Fu dominio longobardo e più volte distrutta dai Saraceni. Catastrofica l’invasione dell’850 che costrinse i Cirellesi a rifugiarsi in collina. Coi Normanni, a fine XI secolo, avvenne l’incastellamento. Il nuovo agglomerato si costituì intorno al castello, dove conquistatori-avventurieri davano una nuova forma di governo: il feudalesimo jure Francorum. Molte famiglie si succedettero nella baronia, successivamente, ducato di Cirella.
Nel 1558 fu fondato il monastero dei Minimi con annessa chiesa di S.ta Maria delle Grazie.
Il 28 Marzo del 1568 furono emanati i “Capitoli” o “Statuti” della Terra di Cirella. Alla fine del secolo, una volta dimesse le “imprese” di zucchero, divenne celebre in Europa per la bontà del suo vino, detto “Chiarello”; per l’uva passa e l’olio. Industrializzò le fronde di mirto e di lentisco per la concia delle pelli. Tuttavia, nello stesso secolo, patì feroci assalti turcheschi: noto quelli dell’Estate del 1552 e del Settembre del 1562, per cui si diede inizio alla costruzione della torre (vedetta-difesa) sull’isola. Ma fu atroce quello del 6 giugno 1640 nel quale Cirella fu bruciata e 42 Cirellesi portati via. Le chiese della terra appagavano le esigenze spirituali dei Terrazzani: La Chiesa - madre o di S. Nicola con annessa torre campanaria e piazzetta antistante. Da un “Apprezzo” dei primi del 1600 sappiamo che, all’epoca, vi celebravano 14 sacerdoti, assistiti da chierici e da un gran numero di laici. Nel centro della Terra vi era la chiesa di S.ta Maria della Neve, antichissima, probabilmente precedette il costituirsi dell’agglomerato. Nei primi del 1600 era congrega femminile. Extra moenia, all’inizio della salita, i resti della Chiesa dell’Annunziata, congrega maschile. Annessa al monastero dei Minimi, S.ta Maria delle Grazie, costruita nel 1558 ed ancora in funzione alla fine del XIX secolo.
Una chiesetta a botte, S.ta Maria del soccorso, con resti di affreschi. Alla marina era aperta ai fedeli la Chiesetta di San Giovanni e nei pressi un tempio dedicato a Mercurio, non lontano dalle grotte paleolitiche. La chiesetta ed il tempio di Mercurio sono stati distrutti alla fine degli anni ’60. Nei pressi dell’attuale Chiesa Madre di S.ta Maria dei Fiori vi era un monastero di monaci forensi.
Il centro medievale, vessato durante le guerre napoleoniche, non sopravvisse alle vicissitudini degli eserciti francesi ed inglesi.
Intorno al 1808 Cirella cessò come “Università” autonoma e fu aggregata a Majerà, 1811, fino al 1876, quando, spontaneamente, passò a Diamante, che, inizialmente, assunse la denominazione: “Comune di Diamante – Cirella”.


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mercoledì 31 marzo 2010

Un nuovo posto "d’onore" per San Nicola nella Chiesa Madre

Le altre due nicchie saranno occupate, invece, dalla
statua di Santa Filomena e dalla statua che raffigura la
Madonna de La Salette.
Il culto di San Nicola, che era anche Vescovo, non a
caso è arrivato a Diamante: è, infatti, patrono dei naviganti
e dei pescatori.
Dalle notizie che sono state raccolte da alcuni storiografi,
risulta che nella zona del quartiere Calvario di
Diamante,(probabilmente l’ex Palazzo Siniscalchi di
fronte la Torre detta del Semaforo), nella metà del ‘600,
fosse stata edificata una chiesetta dedicata appunto a
San Nicola di Bari.
Questo santo, originario dell’Asia Minore (all’inizio,
infatti, era conosciuto con il nome di San Nicola di Mira),
compì numerosi miracoli in vita.
Alla sua morte il suo culto si diffuse rapidamente fino ad
arrivare nel mondo bizantino-slavo e in Occidente,
cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a
Bisanzio. Dopo oltre sette secoli la sua morte, quando
in Puglia subentrò il dominio normanno, “Nicola di Mira”
divenne “Nicola di Bari”.
Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore
già soggetta ai Turchi, arrivarono al sepolcro di Nicola e
s’impadronirono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087
giunsero a Bari accolti in trionfo, diventandone così il
patrono.
Da qui il particolare legame con la gente di mare e l’espandersi
del suo culto nei paesi sulle coste. Nella chiesetta
eretta a Diamante, oltre la statua lignea, erano
conservati anche oggetti preziosi donati dalle famiglie
nobili del tempo.
Ma la storia dell’antica chiesetta, ha registrato un episodio
poco felice.
All’inizio, infatti, era stata affidata alle cure di un monaco
eremita. In seguito divenne parrocchia ma la chiesa
fu al centro di uno “scandalo”:
Il Bargello (una sorta di podestà dell’epoca) abusando
del suo potere vi compì “atti di scostumatezza” nei confronti
delle castellane.
Di conseguenza il Vescovo di San Marco Argentano,
Eugenio Vergara, venuto a conoscenza di tali fatti, fece
sconsacrare la chiesetta.
Il principe Tiberio Carafa, per dotare il paese di un
nuovo luogo di culto e anche per riparare al danno
morale compiuto dal suo bargello, fece dono di una
grossa somma di denaro al Vescovo e fece costruire
una nuova chiesa (l’attuale Chiesa Madre) dedicata al
culto dell’Immacolata Concezione.
Nella nuova “sede” trovò posto anche l’antica statua di
San Nicola che però per tanti anni, è stato un po’ all’ombra,
quasi dimenticato, mentre ora grazie alla nuova
collocazione potrà essere ammirato e magari il suo
culto potrà trovare nuova linfa.

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giovedì 25 marzo 2010

Murales di Diamante

Bellezza artistica della città, i murales sono presenti con circa 150 dipinti realizzati in gran parte nel 1981 da artisti famosi di provenienza italiana ed estera. Sottoposti ogni anno ad interventi di restauro, troverete interessante e affascinante ammirare i quadri dipinti a cielo aperto.

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martedì 23 marzo 2010

L'isola di Cirella

Piccola isola che sorge di fronte Cirella, frazione della città di Diamante. Le rocce dell'isola di Cirella, sottoposte all'erosione marina, hanno dato vita a grotte ed insenature.

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lunedì 22 marzo 2010

Cirella, i ruderi.

La frazione di Cirella nota per i ruderi della città vecchia, ai piedi del colle, la zona archeologica dove si trova il mausoleo di Cirella di epoca romana.

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